#SelfieadArte

"Escaping the filter bubbles" (Another Generosity - Paesi Nordici)
01 Set

"Escaping the filter bubbles" (Another Generosity - Paesi Nordici)

È aperta al pubblico fino a domenica 25 novembre 2018, ai Giardini e all’Arsenale, la 16. Mostra Internazionale di Architettura dal titolo FREESPACE, a cura di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

«Con l'obiettivo di promuovere il "desiderio" di architettura» il Presidente Baratta ha spiegato che questa edizione pone al centro dell'attenzione la questione dello spazio, della qualità dello spazio, dello spazio libero e gratuito. Con grande chiarezza si indica il parametro di riferimento fondamentale.
«La volontà di creare FREESPACE può risultare in modo specifico come caratteristica propria di singoli progetti. Ma Space, free space, public space possono anche rivelare la presenza o l'assenza in genere dell’architettura, se intendiamo come architettura il pensiero applicato allo spazio nel quale viviamo e abitiamo.»
La Mostra FREESPACE si articola tra il Padiglione Centrale ai Giardini e l’Arsenale, includendo 71 partecipanti.

Paesi Nordici (Finlandia - Norvegia - Svezia) "Another Generosity"
L’umanità contribuisce attivamente a plasmare il mondo contemporaneo. L’impatto delle attività umane sulla geologia è così netto da alterare l’assetto del pianeta: siamo nell’era dell’Antropocene. E se l’Antropocene sembra segnare il momento in cui l’uomo acquisisce il controllo sulla natura, esso rappresenta anche un’opportunità per ripensare il rapporto elementare tra i nostri edifici e l’ecologia. L’architettura dovrebbe essere considerata uno strumento per ridefinire l’intero ciclo costruttivo, dai componenti di base ai sistemi operativi. Another Generosity indaga la relazione tra natura e ambiente edificato e si interroga su come l’architettura possa favorire la creazione di un mondo in grado di sostenerne la coesistenza simbiotica. Intende creare un’esperienza spaziale che intensifichi la nostra consapevolezza rispetto al mondo che ci circonda. È anche un tentativo di promuovere il dialogo, il dibattito e la critica, e individuare nuove modalità per plasmare il nostro mondo adottando una forma diversa di generosità, non solo tra esseri umani, ma tra esseri umani e natura.

 

 

"Scampanata" (Mnemonics - Romania Pavilion)
01 Set

"Scampanata" (Mnemonics - Romania Pavilion)

È aperta al pubblico fino a domenica 25 novembre 2018, ai Giardini e all’Arsenale, la 16. Mostra Internazionale di Architettura dal titolo FREESPACE, a cura di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

«Con l'obiettivo di promuovere il "desiderio" di architettura» il Presidente Baratta ha spiegato che questa edizione pone al centro dell'attenzione la questione dello spazio, della qualità dello spazio, dello spazio libero e gratuito. Con grande chiarezza si indica il parametro di riferimento fondamentale.
«La volontà di creare FREESPACE può risultare in modo specifico come caratteristica propria di singoli progetti. Ma Space, free space, public space possono anche rivelare la presenza o l'assenza in genere dell’architettura, se intendiamo come architettura il pensiero applicato allo spazio nel quale viviamo e abitiamo.»
La Mostra FREESPACE si articola tra il Padiglione Centrale ai Giardini e l’Arsenale, includendo 71 partecipanti.
 
Romania "Mnemonics"
Mnemonics rimanda alla capacità dello spazio di generare ricordi molto nitidi. La sua proiezione è lo spazio tra i grandi edifici residenziali esistente nelle città rumene. L’immagine iconica è quella dei bambini che vi giocano, creando mondi invisibili perché, a proposito di spazi di creatività e libertà, ricordiamo tutti la nostra ultima, universale, configurazione stabile: l’infanzia. Nell’attuale memoria collettiva, questo crea un immaginario comune che conserva uno spazio libero: amicizie, giochi, eventi. Oggi in Romania lo spazio tra gli edifici produce reazioni differenti nelle diverse comunità, quasi una promessa di scenari futuri relativi alla loro destinazione d’uso; e dal momento che la memoria collettiva definisce un territorio per le generazioni di oggi, Mnemonics poggia su una visione ottimistica di trasformazione. L’approccio scenografico evoca l’essenzialità dello schema di questa particolare area delle città rumene. Invita a scambiarsi i ruoli sul campo di gioco e a riflettere sulla riappropriazione dello spazio.
"Reflexus sine reflex” (Thoughts Form Matter - Austria Pavilion)
01 Set

"Reflexus sine reflex” (Thoughts Form Matter - Austria Pavilion)

È aperta al pubblico fino a domenica 25 novembre 2018, ai Giardini e all’Arsenale, la 16. Mostra Internazionale di Architettura dal titolo FREESPACE, a cura di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

«Con l'obiettivo di promuovere il "desiderio" di architettura» il Presidente Baratta ha spiegato che questa edizione pone al centro dell'attenzione la questione dello spazio, della qualità dello spazio, dello spazio libero e gratuito. Con grande chiarezza si indica il parametro di riferimento fondamentale.
«La volontà di creare FREESPACE può risultare in modo specifico come caratteristica propria di singoli progetti. Ma Space, free space, public space possono anche rivelare la presenza o l'assenza in genere dell’architettura, se intendiamo come architettura il pensiero applicato allo spazio nel quale viviamo e abitiamo.»
La Mostra FREESPACE si articola tra il Padiglione Centrale ai Giardini e l’Arsenale, includendo 71 partecipanti.
 
1 Austria "Thoughts Form Matter "
Thoughts Form Matter va visto e inteso nel contesto di una sempre maggiore attenzione dedicata agli spazi intermedi e liberi. I contributi di Henke Schreieck, LAAC e Sagmeister & Walsh interpretano il concetto di FREESPACE come un costrutto che è insieme spaziale e spirituale, come un sistema dinamico complesso e come un ambito versatile plasmato dalla coesistenza. Tre installazioni spaziali, che penetrano in parte l’una nell’altra, concretizzano e visualizzano concetti quali “deviazione”, “atmosfera” e “bellezza”. Thoughts Form Matter è un appello a riconoscere il potere dell’architettura in quanto indagine intellettuale e alla libertà di creare spazi liberati da vincoli funzionali ed economici.
"Krumiri Blu" (Pino Pinelli - Pittura BL)
03 Ago

"Krumiri Blu" (Pino Pinelli - Pittura BL)

Fino al 16 settembre 2018, Palazzo Reale di Milano ospita l’antologica di Pino Pinelli (Catania, 1938), la prima mostra di un maestro della Pittura Analitica in questa prestigiosa sede espositiva.

Il percorso espositivo prosegue alle Gallerie d’Italia di Piazza della Scala che accolgono un’installazione inedita dell’artista siciliano.
La rassegna, dal titolo PINO PINELLI. Pittura oltre il limite, curata da Francesco Tedeschi, promossa dal Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale e da Gallerie d’Italia, in collaborazione con l’Archivio Pino Pinelli, ripercorre, attraverso oltre 40 opere, più di cinquant’anni di lavoro di uno dei protagonisti dell’arte contemporanea.
Il percorso espositivo prosegue alle Gallerie d’Italia di Piazza della Scala e al Museo del ‘900.
Autore affermato a livello internazionale, dagli anni settanta del secolo scorso, Pinelli è protagonista di un genere di pittura che si definisce attraverso il ricorso alla monocromia, il superamento della forma-quadro, il valore sensibile del colore e della disseminazione.
Le otto sale di Palazzo Reale rileggono le diverse fasi e stagioni del suo lavoro, in cui le disseminazioni più libere e quelle più concentrate si alternano e si rispecchiano, in rapporto a un percorso sempre rinnovato.
L’antologica si sviluppa anche alle Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano. In mostra I cinque movimenti (2018), una nuova e inedita monumentale installazione realizzata all’interno della Sala XVI,uno spazio da qualche anno dedicato ad approfondimenti sul contemporaneo.
Pino Pinelli è presente, inoltre, nelle collezioni del Museo del Novecento di Milano, nella Sala della Pittura Analitica. L’opera, del 1976, è intitolata Pittura GR.
 
Pino Pinelli - Pittura BL
"BEllissi" (Pino Pinelli - Pittura RN)
03 Ago

"BEllissi" (Pino Pinelli - Pittura RN)

Fino al 16 settembre 2018, Palazzo Reale di Milano ospita l’antologica di Pino Pinelli (Catania, 1938), la prima mostra di un maestro della Pittura Analitica in questa prestigiosa sede espositiva.

Il percorso espositivo prosegue alle Gallerie d’Italia di Piazza della Scala che accolgono un’installazione inedita dell’artista siciliano.
La rassegna, dal titolo PINO PINELLI. Pittura oltre il limite, curata da Francesco Tedeschi, promossa dal Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale e da Gallerie d’Italia, in collaborazione con l’Archivio Pino Pinelli, ripercorre, attraverso oltre 40 opere, più di cinquant’anni di lavoro di uno dei protagonisti dell’arte contemporanea.
Il percorso espositivo prosegue alle Gallerie d’Italia di Piazza della Scala e al Museo del ‘900.
Autore affermato a livello internazionale, dagli anni settanta del secolo scorso, Pinelli è protagonista di un genere di pittura che si definisce attraverso il ricorso alla monocromia, il superamento della forma-quadro, il valore sensibile del colore e della disseminazione.
Le otto sale di Palazzo Reale rileggono le diverse fasi e stagioni del suo lavoro, in cui le disseminazioni più libere e quelle più concentrate si alternano e si rispecchiano, in rapporto a un percorso sempre rinnovato.
L’antologica si sviluppa anche alle Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano. In mostra I cinque movimenti (2018), una nuova e inedita monumentale installazione realizzata all’interno della Sala XVI,uno spazio da qualche anno dedicato ad approfondimenti sul contemporaneo.
Pino Pinelli è presente, inoltre, nelle collezioni del Museo del Novecento di Milano, nella Sala della Pittura Analitica. L’opera, del 1976, è intitolata Pittura GR.
 
Pino Pinelli - Pittura RN
"Pittura senza quadri" (Pino Pinelli - Pittura R)
03 Ago

"Pittura senza quadri" (Pino Pinelli - Pittura R)

Fino al 16 settembre 2018, Palazzo Reale di Milano ospita l’antologica di Pino Pinelli (Catania, 1938), la prima mostra di un maestro della Pittura Analitica in questa prestigiosa sede espositiva.

Il percorso espositivo prosegue alle Gallerie d’Italia di Piazza della Scala che accolgono un’installazione inedita dell’artista siciliano.
La rassegna, dal titolo PINO PINELLI. Pittura oltre il limite, curata da Francesco Tedeschi, promossa dal Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale e da Gallerie d’Italia, in collaborazione con l’Archivio Pino Pinelli, ripercorre, attraverso oltre 40 opere, più di cinquant’anni di lavoro di uno dei protagonisti dell’arte contemporanea.
Il percorso espositivo prosegue alle Gallerie d’Italia di Piazza della Scala e al Museo del ‘900.
Autore affermato a livello internazionale, dagli anni settanta del secolo scorso, Pinelli è protagonista di un genere di pittura che si definisce attraverso il ricorso alla monocromia, il superamento della forma-quadro, il valore sensibile del colore e della disseminazione.
Le otto sale di Palazzo Reale rileggono le diverse fasi e stagioni del suo lavoro, in cui le disseminazioni più libere e quelle più concentrate si alternano e si rispecchiano, in rapporto a un percorso sempre rinnovato.
L’antologica si sviluppa anche alle Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano. In mostra I cinque movimenti (2018), una nuova e inedita monumentale installazione realizzata all’interno della Sala XVI,uno spazio da qualche anno dedicato ad approfondimenti sul contemporaneo.
Pino Pinelli è presente, inoltre, nelle collezioni del Museo del Novecento di Milano, nella Sala della Pittura Analitica. L’opera, del 1976, è intitolata Pittura GR.
 
Pino Pinelli - Pittura R
"Io, lei, l'altra" (Amedeo Modigliani - Jearne Hebuterne con cappello)
01 Ago

"Io, lei, l'altra" (Amedeo Modigliani - Jearne Hebuterne con cappello)

Il MUDECMuseo delle Culture di Milano propone un’esperienza artistica unica “Modigliani Art Experience”
Un affascinante racconto, ricostruito attraverso immagini, suoni, musiche, evocazioni e suggestioni, che ricompone davanti agli occhi del visitatore l’universo di Amedeo Modigliani pittore e scultore, e gli permette di proiettarsi nel contesto parigino di cui Modì – l’artista maledetto per eccellenza – fu assoluto protagonista.
Prodotta da 24 ORE Cultura e promossa dal Comune di Milano-Cultura e curata da Francesco Poli si propone come un vero e proprio excursus multisensoriale, arricchito da opere di confronto.
Una rappresentazione multimediale che avvolgerà il visitatore in una vera e propria “experience room” introducendolo nel mondo bohémien dell’artista, evocando la sua arte, l’influenza del primitivismo e in particolare della scultura africana, egizia e cicladica.
Il visitatore può quindi vivere un’esperienza immersiva a 360°, dalle pareti al pavimento le immagini delle opere diventano un unico flusso di sogno, di forme smaterializzate in motivi evocativi dell’arte di Modigliani, dagli esordi alle ultime opere.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 4 novembre 2018.

Amedeo Modigliani - Jearne Hebuterne con cappello

 
"M'arRosso" (Amedeo Modigliani)
01 Ago

"M'arRosso" (Amedeo Modigliani)

Il MUDECMuseo delle Culture di Milano propone un’esperienza artistica unica “Modigliani Art Experience”
Un affascinante racconto, ricostruito attraverso immagini, suoni, musiche, evocazioni e suggestioni, che ricompone davanti agli occhi del visitatore l’universo di Amedeo Modigliani pittore e scultore, e gli permette di proiettarsi nel contesto parigino di cui Modì – l’artista maledetto per eccellenza – fu assoluto protagonista.
Prodotta da 24 ORE Cultura e promossa dal Comune di Milano-Cultura e curata da Francesco Poli si propone come un vero e proprio excursus multisensoriale, arricchito da opere di confronto.
Una rappresentazione multimediale che avvolgerà il visitatore in una vera e propria “experience room” introducendolo nel mondo bohémien dell’artista, evocando la sua arte, l’influenza del primitivismo e in particolare della scultura africana, egizia e cicladica.
Il visitatore può quindi vivere un’esperienza immersiva a 360°, dalle pareti al pavimento le immagini delle opere diventano un unico flusso di sogno, di forme smaterializzate in motivi evocativi dell’arte di Modigliani, dagli esordi alle ultime opere.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 4 novembre 2018.

 
"Dowble B side" (Amedeo Modigliani Nu couche sur le cote gauche)
01 Ago

"Dowble B side" (Amedeo Modigliani Nu couche sur le cote gauche)

Il MUDECMuseo delle Culture di Milano propone un’esperienza artistica unica “Modigliani Art Experience”
Un affascinante racconto, ricostruito attraverso immagini, suoni, musiche, evocazioni e suggestioni, che ricompone davanti agli occhi del visitatore l’universo di Amedeo Modigliani pittore e scultore, e gli permette di proiettarsi nel contesto parigino di cui Modì – l’artista maledetto per eccellenza – fu assoluto protagonista.
Prodotta da 24 ORE Cultura e promossa dal Comune di Milano-Cultura e curata da Francesco Poli si propone come un vero e proprio excursus multisensoriale, arricchito da opere di confronto.
Una rappresentazione multimediale che avvolgerà il visitatore in una vera e propria “experience room” introducendolo nel mondo bohémien dell’artista, evocando la sua arte, l’influenza del primitivismo e in particolare della scultura africana, egizia e cicladica.
Il visitatore può quindi vivere un’esperienza immersiva a 360°, dalle pareti al pavimento le immagini delle opere diventano un unico flusso di sogno, di forme smaterializzate in motivi evocativi dell’arte di Modigliani, dagli esordi alle ultime opere.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 4 novembre 2018.

Amedeo Modigliani - Nu couche sur le cote gauche

 
"fifa rossa" (Agostino Bonalumi Red, 1967-2005)
31 Lug

"fifa rossa" (Agostino Bonalumi Red, 1967-2005)

A Milano a Palazzo Reale e al Museo del Novecento, c'è l'antologica di Agostino Bonalumi: 1958 – 2013. Curata da Marco Meneguzzo, la mostra è promossa da Comune di Milano Cultura e Palazzo Reale in collaborazione con l'Archivio Agostino Bonalumi. Si tratta della prima antologica dell'artista nella sua città: sono presenti circa 120 opere che abbracciano l'intero percorso creativo di Bonalumi, dagli esordi accanto a Castellani e Manzoni presso lo studio di Baj alla fine degli anni cinquanta, fino ai lavori più recenti, dopo la riscoperta che lo portò negli anni 2000 a ricevere importanti premi e ad esporre la sua Opera Ambiente al Guggenheim di Venezia.
Il percorso espositivo di Palazzo Reale è ordinato cronologicamente, e caratterizzato da tre grandi installazioni: Blu Abitabile, opera di pittura ambiente realizzata nel 1967; Struttura Modulare Bianca, ricostruzione dell'opera presentata per la prima volta alla Biennale di Venezia del 1970, oltre a una parete di grande superficie esposta nel 2003 a Darmstadt.
Accanto alle grandi opere, naturalmente, sono presenti le tele estroflesse tipiche dell'artista, che ha saputo fare sua la lezione dell'amico Lucio Fontana e andare oltre, caratterizzandosi per una modernità talmente estrema da segnare una tappa importante per l'arte italiana.
Agostino Bonalumi - Red, 1967-2005
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