#SelfieadArte

"Mash/room" (Carsten Höller - Upside Down Mushroom Room, 2000)
23 Apr

"Mash/room" (Carsten Höller - Upside Down Mushroom Room, 2000)

Il 20 aprile 2018 ha aperto al pubblico l'edificio che completa la sede di Milano della Fondazione Prada: la Torre, inaugurata nel maggio 2015 e progettata da Rem Koolhaas con Chris van Duijn e Federico Pompignoli dello studio OMA.

Alta 60 metri, è realizzata in cemento bianco strutturale a vista. Un edificio di nove piani che arricchisce il repertorio espositivo e definisce la visione architettonica della fondazione, caratterizzata da una varietà di opposizioni e frammenti. Ciascuno dei nove piani della Torre offre una percezione inedita degli ambienti interni.

All’interno dei sei livelli espositivi inaugura il progetto “Atlas” nato da un dialogo tra Miuccia Prada e Germano Celant. Riunisce opere della Collezione Prada in una successione di spazi che accolgono assoli o confronti, creati per assonanza o contrasto, tra artisti come Carla Accardi e Jeff Koons, Walter De Maria, Mona Hatoum ed Edward Kienholz and Nancy Reddin Kienholz, Michael Heizer e Pino Pascali, William N. Copley e Damien Hirst, John Baldessari e Carsten Höller.

L’insieme dei lavori esposti, realizzati tra il 1960 e il 2016, rappresenta una possibile mappatura delle idee e delle visioni che hanno guidato la formazione della collezione e le collaborazioni con gli artisti che hanno contribuito allo sviluppo delle attività della fondazione nel corso degli anni. “Atlas” testimonia così un percorso tra personale e istituzionale, in evoluzione, aperto a interventi temporanei e tematici, a progetti ed eventi speciali, con possibili integrazioni da altre collezioni e istituzioni.Dall’apertura della nuova sede nel 2015, la collezione è diventata uno degli strumenti di lavoro a disposizione del programma culturale della fondazione, assumendo diverse configurazioni – dalle mostre tematiche alle collettive, dalle antologiche ai progetti curati da artisti – e trova ora nella Torre uno spazio permanente di esposizione.

Carsten Höller - Upside Down Mushroom Room, 2000

 

 

"Je voudrais Chevrolet" (Walter De Maria - Bel Air Trilogy, 2000/2011)
23 Apr

"Je voudrais Chevrolet" (Walter De Maria - Bel Air Trilogy, 2000/2011)

Il 20 aprile 2018 ha aperto al pubblico l'edificio che completa la sede di Milano della Fondazione Prada: la Torre, inaugurata nel maggio 2015 e progettata da Rem Koolhaas con Chris van Duijn e Federico Pompignoli dello studio OMA.

Alta 60 metri, è realizzata in cemento bianco strutturale a vista. Un edificio di nove piani che arricchisce il repertorio espositivo e definisce la visione architettonica della fondazione, caratterizzata da una varietà di opposizioni e frammenti. Ciascuno dei nove piani della Torre offre una percezione inedita degli ambienti interni.

All’interno dei sei livelli espositivi inaugura il progetto “Atlas” nato da un dialogo tra Miuccia Prada e Germano Celant. Riunisce opere della Collezione Prada in una successione di spazi che accolgono assoli o confronti, creati per assonanza o contrasto, tra artisti come Carla Accardi e Jeff Koons, Walter De Maria, Mona Hatoum ed Edward Kienholz and Nancy Reddin Kienholz, Michael Heizer e Pino Pascali, William N. Copley e Damien Hirst, John Baldessari e Carsten Höller.

L’insieme dei lavori esposti, realizzati tra il 1960 e il 2016, rappresenta una possibile mappatura delle idee e delle visioni che hanno guidato la formazione della collezione e le collaborazioni con gli artisti che hanno contribuito allo sviluppo delle attività della fondazione nel corso degli anni. “Atlas” testimonia così un percorso tra personale e istituzionale, in evoluzione, aperto a interventi temporanei e tematici, a progetti ed eventi speciali, con possibili integrazioni da altre collezioni e istituzioni.Dall’apertura della nuova sede nel 2015, la collezione è diventata uno degli strumenti di lavoro a disposizione del programma culturale della fondazione, assumendo diverse configurazioni – dalle mostre tematiche alle collettive, dalle antologiche ai progetti curati da artisti – e trova ora nella Torre uno spazio permanente di esposizione.

Walter De Maria - Bel Air Trilogy, 2000/2011

 

 

"Eccomi qua qua" (Damien Hirst - ATLAS)
23 Apr

"Eccomi qua qua" (Damien Hirst - ATLAS)

Il 20 aprile 2018 ha aperto al pubblico l'edificio che completa la sede di Milano della Fondazione Prada: la Torre, inaugurata nel maggio 2015 e progettata da Rem Koolhaas con Chris van Duijn e Federico Pompignoli dello studio OMA.

Alta 60 metri, è realizzata in cemento bianco strutturale a vista. Un edificio di nove piani che arricchisce il repertorio espositivo e definisce la visione architettonica della fondazione, caratterizzata da una varietà di opposizioni e frammenti. Ciascuno dei nove piani della Torre offre una percezione inedita degli ambienti interni.

All’interno dei sei livelli espositivi inaugura il progetto “Atlas” nato da un dialogo tra Miuccia Prada e Germano Celant. Riunisce opere della Collezione Prada in una successione di spazi che accolgono assoli o confronti, creati per assonanza o contrasto, tra artisti come Carla Accardi e Jeff Koons, Walter De Maria, Mona Hatoum ed Edward Kienholz and Nancy Reddin Kienholz, Michael Heizer e Pino Pascali, William N. Copley e Damien Hirst, John Baldessari e Carsten Höller.

L’insieme dei lavori esposti, realizzati tra il 1960 e il 2016, rappresenta una possibile mappatura delle idee e delle visioni che hanno guidato la formazione della collezione e le collaborazioni con gli artisti che hanno contribuito allo sviluppo delle attività della fondazione nel corso degli anni. “Atlas” testimonia così un percorso tra personale e istituzionale, in evoluzione, aperto a interventi temporanei e tematici, a progetti ed eventi speciali, con possibili integrazioni da altre collezioni e istituzioni.Dall’apertura della nuova sede nel 2015, la collezione è diventata uno degli strumenti di lavoro a disposizione del programma culturale della fondazione, assumendo diverse configurazioni – dalle mostre tematiche alle collettive, dalle antologiche ai progetti curati da artisti – e trova ora nella Torre uno spazio permanente di esposizione.

Damien Hirst - Atlas

 

 

"Sursum corda" (Stefano Rossetti - MILAN COL COEUR IN MAN!)
22 Apr

"Sursum corda" (Stefano Rossetti - MILAN COL COEUR IN MAN!)

Arte e design nella cornice di Regione Lombardia, che per la prima volta apre i propri spazi istituzionali per promuovere i giovani talenti del design e accogliere le iniziative del mondo del Fuorisalone. In Piazza Città di Lombardia è esposto il progetto vincitore della manifestazione di interesse “MILAN COL COEUR IN MAN!”, in collaborazione con Isola Design District, che comprende una serie di installazioni di arredo urbano e un'opera gonfiabile realizzate dall’artista e designer Stefano Rossetti.

 

Stefano Rossetti - MILAN COL COEUR IN MAN!

"Pretty in pink" (DesignByGemini - Millennial Pink Room)
22 Apr

"Pretty in pink" (DesignByGemini - Millennial Pink Room)

Al SuperStudio in Via Tortona le designer Elena e Giulia Sella creano “Millennial Pink Room”, un'installazione in cui il protagonista assoluto è il “millennial pink”, colore più amato e condiviso sui Social Media. Un progetto “a prova di Instagram” che si rivolge alla generazione Millennials: i prodotti DesignByGemini esposti si ispirano al linguaggio dei social media, come il neon “Like” e le tazzine rosa “#love” per Bitossi. Lo specchio “Dream”, con grafiche adesive realizzate con i cristalli Swarovski, è pensato per l’interazione degli ospiti all’interno dello spazio. Un progetto fortemente attuale ma con un’allure vintage data dalla boiserie, i tavolini, il divano in stile Mid-Century e le sdraio anni ’60. L’elemento di contrasto è il pavimento black and white, con pattern a pied de poule di DesignByGemini per Econtract


DesignByGemini - Millennial Pink Room

 

"No smoking" (Karim Rashid - Konverse)
22 Apr

"No smoking" (Karim Rashid - Konverse)

Milano - Iqos, il dispositivo smoke-free di Philip Morris International che scalda il tabacco senza bruciarlo, presenta al Fuorisalone 2018, il progetto Iqos World: protagonista è il designer Karim Rashid, che ha progettato un’installazione immersiva al centro della quale la scultura Konverse (realizzata in acciaio, di dimensioni di 4x2x3m circa) rappresenta i profili stilizzati di 
due volti colti nell’atto di avvicinarsi: è una riflessione sul dialogo, sul senso della connessione tra persone, mai attuale come oggi.

 

Karim Rashid - Konverse

"RubberHenge" ( Jeremy Deller - SACRILEGE )
12 Apr

"RubberHenge" ( Jeremy Deller - SACRILEGE )

La Fondazione Nicola Trussardi ha invitato in occasione della ventitreesima edizione di miart e dell’Art Week milanese, l’artista inglese Jeremy Deller – già vincitore del Turner Prize nel 2004 – a collaborare per la prima volta con un’istituzione italiana per un progetto personale, portando a Milano, nel cuore del parco delle sculture di CityLife, Sacrilege, una delle sue più famose installazioni: un gigantesco gonfiabile che ricostruisce in scala 1:1 il sito archeologico di Stonehenge, luogo fondante dell’identità e della cultura britannica, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1986. Jeremy Deller è un “istigatore di interventi sociali”, come lui stesso si definisce: la sue opere sono spesso caratterizzate dalla partecipazione del pubblico, le sue sculture sono esperienze sociali nelle quali performance, video e installazioni sono utilizzate come luoghi di scambio e aggregazione. Nasce così anche Sacrilege, l’imponente installazione creata originariamente per il Festival Internazionale di Arti Visive di Glasgow e successivamente esposta a Londra in occasione delle Olimpiadi del 2012. Con il senso dell’umorismo che contraddistingue molti dei suoi progetti, Deller trasforma il monumento di Stonehenge in un gigantesco gioco gonfiabile per bambini, riproducendolo in plastica e facendolo diventare un’attrazione da luna park di 35 metri di diametro: il pubblico è chiamato a interagire con l’installazione, a salirci sopra, saltare e giocare al suo interno.

L'installazione sarà visibile dal 12 al 15 aprile 2018.

"Strega comanda color...Verde!" ( Jeremy Deller - SACRILEGE )
12 Apr

"Strega comanda color...Verde!" ( Jeremy Deller - SACRILEGE )

La Fondazione Nicola Trussardi ha invitato in occasione della ventitreesima edizione di miart e dell’Art Week milanese, l’artista inglese Jeremy Deller – già vincitore del Turner Prize nel 2004 – a collaborare per la prima volta con un’istituzione italiana per un progetto personale, portando a Milano, nel cuore del parco delle sculture di CityLife, Sacrilege, una delle sue più famose installazioni: un gigantesco gonfiabile che ricostruisce in scala 1:1 il sito archeologico di Stonehenge, luogo fondante dell’identità e della cultura britannica, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1986. Jeremy Deller è un “istigatore di interventi sociali”, come lui stesso si definisce: la sue opere sono spesso caratterizzate dalla partecipazione del pubblico, le sue sculture sono esperienze sociali nelle quali performance, video e installazioni sono utilizzate come luoghi di scambio e aggregazione. Nasce così anche Sacrilege, l’imponente installazione creata originariamente per il Festival Internazionale di Arti Visive di Glasgow e successivamente esposta a Londra in occasione delle Olimpiadi del 2012. Con il senso dell’umorismo che contraddistingue molti dei suoi progetti, Deller trasforma il monumento di Stonehenge in un gigantesco gioco gonfiabile per bambini, riproducendolo in plastica e facendolo diventare un’attrazione da luna park di 35 metri di diametro: il pubblico è chiamato a interagire con l’installazione, a salirci sopra, saltare e giocare al suo interno.

L'installazione sarà visibile dal 12 al 15 aprile 2018.

"Fuorisaltone" ( Jeremy Deller - SACRILEGE )
12 Apr

"Fuorisaltone" ( Jeremy Deller - SACRILEGE )

La Fondazione Nicola Trussardi ha invitato in occasione della ventitreesima edizione di miart e dell’Art Week milanese, l’artista inglese Jeremy Deller – già vincitore del Turner Prize nel 2004 – a collaborare per la prima volta con un’istituzione italiana per un progetto personale, portando a Milano, nel cuore del parco delle sculture di CityLife, Sacrilege, una delle sue più famose installazioni: un gigantesco gonfiabile che ricostruisce in scala 1:1 il sito archeologico di Stonehenge, luogo fondante dell’identità e della cultura britannica, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1986. Jeremy Deller è un “istigatore di interventi sociali”, come lui stesso si definisce: la sue opere sono spesso caratterizzate dalla partecipazione del pubblico, le sue sculture sono esperienze sociali nelle quali performance, video e installazioni sono utilizzate come luoghi di scambio e aggregazione. Nasce così anche Sacrilege, l’imponente installazione creata originariamente per il Festival Internazionale di Arti Visive di Glasgow e successivamente esposta a Londra in occasione delle Olimpiadi del 2012. Con il senso dell’umorismo che contraddistingue molti dei suoi progetti, Deller trasforma il monumento di Stonehenge in un gigantesco gioco gonfiabile per bambini, riproducendolo in plastica e facendolo diventare un’attrazione da luna park di 35 metri di diametro: il pubblico è chiamato a interagire con l’installazione, a salirci sopra, saltare e giocare al suo interno.

L'installazione sarà visibile dal 12 al 15 aprile 2018.

"Sfere ebbasta" ( Tomas Saraceno - Aeroke )
06 Apr

"Sfere ebbasta" ( Tomas Saraceno - Aeroke )

Nel 1917 Albert Einstein pubblica un articolo che fonda la cosmologia moderna e trasforma i modelli di cosmo e universo rivoluzionando le categorie di spazio e tempo.
A cento anni da questa pubblicazione il MAXXI dedica una mostra a una delle figure che più ha influenzato il pensiero contemporaneo.
Il progetto è il risultato dell'inedita collaborazione del museo con l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per la parte scientifica, con l’artista argentino Tomás Saraceno per la parte artistica.
La mostra propone un percorso attraverso tre concetti chiave dipendenti e interconnessi tra loro: Spazio-tempo, crisi e confini:
Indagando le connessioni tra arte e scienza, Gravity, racconta gli sviluppi della teoria della relatività nella visione odierna dell’universo e le affascinanti ricadute che essa produce ancora oggi in campo artistico.
Attraverso il coinvolgimento di artisti internazionali, con installazioni immersive, reperti iconici e simulazioni di esperimenti, la mostra rende omaggio allo scienziato che ha cambiato radicalmente le nostre conoscenze e la percezione dell’universo.

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