#SelfieadArte

Questa è pari senza Campari questa è l’ora senza l’ora (Flavio Favelli, Cordial)
08 Nov

Questa è pari senza Campari questa è l’ora senza l’ora (Flavio Favelli, Cordial)

Si scrive Hdrà, si legge Accadrà. Un gruppo di comunicazione integrata tutto italiano, guidato da Mauro Luchetti.

Palazzo Fiano, splendido edificio quattrocentesco nel cuore di Roma e nuova sede del gruppo, apre le porte all’arte contemporanea mettendo a disposizione le sale di rappresentanza in occasione della prima edizione del Premio “L’Arte che Accadrà”, un percorso espositivo a cura di Valentina Ciarallo con opere di Flavio Favelli, Ludovica Gioscia, Goldschmied & Chiari, Marco Raparelli e Alice Schivardi.

HDRÀ, uno dei maggiori gruppi di comunicazione integrata, dalla forte identità italiana, vuole sostenere la creatività di giovani artisti del nostro paese promuovendo un’esposizione che si sviluppa negli ambienti storici del palazzo in un dialogo virtuale con le opere contemporanee, alcune delle quali realizzate appositamente per questo appuntamento.

Obiettivo finale del progetto è quello di costruire una collezione permanente d’arte contemporanea del gruppo: l’opera che vincerà il Premio sarà acquisita, infatti, da HDRÀ. La scelta del vincitore sarà demandata ad una giuria inusuale, attraverso il coinvolgimento diretto degli oltre 100 dipendenti, che, dal 18 ottobre al 18 dicembre, saranno a stretto contatto con le opere d’arte all’interno del loro ambiente lavorativo. Una modalità di condivisione e di partecipazione collettiva specifica per un gruppo che vuole innovare. Il premio verrà attribuito entro dicembre 2016.

 

Flavio Favelli - Cordial, 2015 – specchio pubblicitario con cornice originale

“La testa tra la Nuvola” (& Nuvola di Fuksas)
03 Nov

“La testa tra la Nuvola” (& Nuvola di Fuksas)

Inaugurato il nuovo Roma Convention Center all’interno del quale finalmente fluttuerà la Nuvola di Fuksas.

Il progetto, voluto da EUR SpA, tende a una nuova ricandidatura del quartiere romano a simbolo del Nuovo. Tre sono gli elementi che, intersecandosi, costituiscono il nuovo complesso, costruito su una superficie di quasi sessantamila metri quadri: La Teca, ovvero il contenitore; la Nuvola, in nervature d’acciaio rivestite da un telo trasparente, che ospita l’auditorium per 1800 posti; e la Lama, ovvero l’albergo, alto 55 metri, con 439 stanze.

E la progettazione del complesso si contraddistingue per un approccio eco-compatibile, volto a ridurre il consumo energetico: dal sistema di climatizzazione che consente un consumo ottimale di energia in funzione dell’affollamento dei locali, alla copertura della teca con elementi fotovoltaici che consentono una produzione naturale di energia elettrica.

Perché il futuro dell’architettura non può prescindere da quello dell’ambiente che la ospita.

“Sotto il tetto s’affaccia una Nuvola grandiosa” (& Nuvola di Fuksas)
03 Nov

“Sotto il tetto s’affaccia una Nuvola grandiosa” (& Nuvola di Fuksas)

Inaugurato il nuovo Roma Convention Center all’interno del quale finalmente fluttuerà la Nuvola di Fuksas.

Il progetto, voluto da EUR SpA, tende a una nuova ricandidatura del quartiere romano a simbolo del Nuovo. Tre sono gli elementi che, intersecandosi, costituiscono il nuovo complesso, costruito su una superficie di quasi sessantamila metri quadri: La Teca, ovvero il contenitore; la Nuvola, in nervature d’acciaio rivestite da un telo trasparente, che ospita l’auditorium per 1800 posti; e la Lama, ovvero l’albergo, alto 55 metri, con 439 stanze.

E la progettazione del complesso si contraddistingue per un approccio eco-compatibile, volto a ridurre il consumo energetico: dal sistema di climatizzazione che consente un consumo ottimale di energia in funzione dell’affollamento dei locali, alla copertura della teca con elementi fotovoltaici che consentono una produzione naturale di energia elettrica.

Perché il futuro dell’architettura non può prescindere da quello dell’ambiente che la ospita.

“Corre in maniera stupenda il cielo, a giudicare dalle nuvole” (& Nuvola di Fuksas)
03 Nov

“Corre in maniera stupenda il cielo, a giudicare dalle nuvole” (& Nuvola di Fuksas)

Inaugurato il nuovo Roma Convention Center all’interno del quale finalmente fluttuerà la Nuvola di Fuksas.

Il progetto, voluto da EUR SpA, tende a una nuova ricandidatura del quartiere romano a simbolo del Nuovo. Tre sono gli elementi che, intersecandosi, costituiscono il nuovo complesso, costruito su una superficie di quasi sessantamila metri quadri: La Teca, ovvero il contenitore; la Nuvola, in nervature d’acciaio rivestite da un telo trasparente, che ospita l’auditorium per 1800 posti; e la Lama, ovvero l’albergo, alto 55 metri, con 439 stanze.

E la progettazione del complesso si contraddistingue per un approccio eco-compatibile, volto a ridurre il consumo energetico: dal sistema di climatizzazione che consente un consumo ottimale di energia in funzione dell’affollamento dei locali, alla copertura della teca con elementi fotovoltaici che consentono una produzione naturale di energia elettrica.

Perché il futuro dell’architettura non può prescindere da quello dell’ambiente che la ospita.

War Holen – Jump (Andy Warhol, Self-Portrait)
26 Ott

War Holen – Jump (Andy Warhol, Self-Portrait)

Dal 21 ottobre a Palazzo Ducale di Genova c’è Warhol – Pop Society.

Curata da Luca Beatrice e prodotta da Palazzo Ducale di Genova e da 24 ORE Cultura, l’esposizione è una grande retrospettiva a 30 anni dalla morte dell’artista che più di ogni altro ha saputo raccontare, tramite la sua produzione, la società del consumo e della comunicazione.

La mostra presenta circa 170 opere tra tele, prints, disegni, polaroid, sculture, oggetti, provenienti da collezioni private, musei e fondazioni pubbliche e private italiane e straniere. Il percorso tematico si sviluppa intorno a sei linee conduttrici: le icone, i ritratti, i disegni, il suo importante rapporto con l’Italia, le polaroid, la comunicazione e la pubblicità.

Una mostra che copre l’intero arco dell’attività dell’artista più famoso e popolare del secolo scorso. Con lui si apre l’epoca dell’arte contemporanea, così come ancora la intendiamo oggi. “Warhol – Pop Society” resterà a Palazzo Ducale di Genova fino al 26 febbraio 2017.

 

Andy Warhol - Self-Portrait, 1986

Soap opera (Andy Warhol, White Brillo Boxes)
26 Ott

Soap opera (Andy Warhol, White Brillo Boxes)

Dal 21 ottobre a Palazzo Ducale di Genova c’è Warhol – Pop Society.

Curata da Luca Beatrice e prodotta da Palazzo Ducale di Genova e da 24 ORE Cultura, l’esposizione è una grande retrospettiva a 30 anni dalla morte dell’artista che più di ogni altro ha saputo raccontare, tramite la sua produzione, la società del consumo e della comunicazione.

La mostra presenta circa 170 opere tra tele, prints, disegni, polaroid, sculture, oggetti, provenienti da collezioni private, musei e fondazioni pubbliche e private italiane e straniere. Il percorso tematico si sviluppa intorno a sei linee conduttrici: le icone, i ritratti, i disegni, il suo importante rapporto con l’Italia, le polaroid, la comunicazione e la pubblicità.

Una mostra che copre l’intero arco dell’attività dell’artista più famoso e popolare del secolo scorso. Con lui si apre l’epoca dell’arte contemporanea, così come ancora la intendiamo oggi. “Warhol – Pop Society” resterà a Palazzo Ducale di Genova fino al 26 febbraio 2017.

 

Andy Warhol - White Brillo Boxes, 1964

iGonna (Andy Warhol, Marilyn)
26 Ott

iGonna (Andy Warhol, Marilyn)

Dal 21 ottobre a Palazzo Ducale di Genova c’è Warhol – Pop Society.

Curata da Luca Beatrice e prodotta da Palazzo Ducale di Genova e da 24 ORE Cultura, l’esposizione è una grande retrospettiva a 30 anni dalla morte dell’artista che più di ogni altro ha saputo raccontare, tramite la sua produzione, la società del consumo e della comunicazione.

La mostra presenta circa 170 opere tra tele, prints, disegni, polaroid, sculture, oggetti, provenienti da collezioni private, musei e fondazioni pubbliche e private italiane e straniere. Il percorso tematico si sviluppa intorno a sei linee conduttrici: le icone, i ritratti, i disegni, il suo importante rapporto con l’Italia, le polaroid, la comunicazione e la pubblicità.

Una mostra che copre l’intero arco dell’attività dell’artista più famoso e popolare del secolo scorso. Con lui si apre l’epoca dell’arte contemporanea, così come ancora la intendiamo oggi. “Warhol – Pop Society” resterà a Palazzo Ducale di Genova fino al 26 febbraio 2017.

 

Andy Warhol - Marilyn, 1967

Io, Loro e Laura (Maurizio Galimberti, Portraits - mosaico)
21 Ott

Io, Loro e Laura (Maurizio Galimberti, Portraits - mosaico)

Maurizio Galimberti presenta il volume fotografico Portraits edito da Silvana Editoriale.

Curato da Benedetta Donato, Portraits è la prima pubblicazione antologica di oltre 180 ritratti realizzati dal fotografo in più di trent’anni di percorso artistico, dalle prime sperimentazioni alle composizioni di singole polaroid divenute famose nel mondo con il nome di “mosaici”. I ritratti immortalano i personaggi più rappresentativi del nostro tempo, da Umberto Eco a Mimmo Rotella e Carla Fracci, con una significativa incursione nel mondo del cinema, da Michelangelo Antonioni a George Clooney, da Monica Bellucci a Robert De Niro, da Johnny Depp a Wim Wenders, solo per citarne alcuni.

“Lo sguardo del fotografo - afferma la curatrice - si sofferma sui dettagli, sulle qualità, le imperfezioni che predominano il volto e vengono tramutati, al momento della realizzazione dello scatto, in tanti frammenti, scanditi da una successione di intervalli regolari. Singole Polaroid, una moltitudine di pezzi unici portatori di una sola identità, prenderanno forma al momento della composizione, dell’intervento manuale, che l’artista compirà durante la fase di montaggio del ritratto e che rimarranno definitivamente impressi sulla pellicola istantanea”.

“A volte il ritmo silenzioso dei miei ritratti pone i soggetti a farsi una domanda: ”Maurizio, dove guardo? Cosa faccio? Io non rispondo e scatto senza perdere un secondo... in 5 minuti lo shoot è finito... nell'ordine perfetto... pronto per essere montato... senza aggiungere nulla.” (cit. Maurizio Galimberti)

 

Maurizio Galimberti - Laura Chiatti, 2010

Caro amico, m’inscrivo (Maurizio Galimberti, Portraits - mosaico)
21 Ott

Caro amico, m’inscrivo (Maurizio Galimberti, Portraits - mosaico)

Maurizio Galimberti presenta il volume fotografico Portraits edito da Silvana Editoriale.

Curato da Benedetta Donato, Portraits è la prima pubblicazione antologica di oltre 180 ritratti realizzati dal fotografo in più di trent’anni di percorso artistico, dalle prime sperimentazioni alle composizioni di singole polaroid divenute famose nel mondo con il nome di “mosaici”. I ritratti immortalano i personaggi più rappresentativi del nostro tempo, da Umberto Eco a Mimmo Rotella e Carla Fracci, con una significativa incursione nel mondo del cinema, da Michelangelo Antonioni a George Clooney, da Monica Bellucci a Robert De Niro, da Johnny Depp a Wim Wenders, solo per citarne alcuni.

“Lo sguardo del fotografo - afferma la curatrice - si sofferma sui dettagli, sulle qualità, le imperfezioni che predominano il volto e vengono tramutati, al momento della realizzazione dello scatto, in tanti frammenti, scanditi da una successione di intervalli regolari. Singole Polaroid, una moltitudine di pezzi unici portatori di una sola identità, prenderanno forma al momento della composizione, dell’intervento manuale, che l’artista compirà durante la fase di montaggio del ritratto e che rimarranno definitivamente impressi sulla pellicola istantanea”.

“A volte il ritmo silenzioso dei miei ritratti pone i soggetti a farsi una domanda: ”Maurizio, dove guardo? Cosa faccio? Io non rispondo e scatto senza perdere un secondo... in 5 minuti lo shoot è finito... nell'ordine perfetto... pronto per essere montato... senza aggiungere nulla.” (cit. Maurizio Galimberti)

 

Maurizio Galimberti - Lucio Dalla, 2007

Deep in Depp (Maurizio Galimberti, Portraits - mosaico)
21 Ott

Deep in Depp (Maurizio Galimberti, Portraits - mosaico)

Maurizio Galimberti presenta il volume fotografico Portraits edito da Silvana Editoriale.

Curato da Benedetta Donato, Portraits è la prima pubblicazione antologica di oltre 180 ritratti realizzati dal fotografo in più di trent’anni di percorso artistico, dalle prime sperimentazioni alle composizioni di singole polaroid divenute famose nel mondo con il nome di “mosaici”. I ritratti immortalano i personaggi più rappresentativi del nostro tempo, da Umberto Eco a Mimmo Rotella e Carla Fracci, con una significativa incursione nel mondo del cinema, da Michelangelo Antonioni a George Clooney, da Monica Bellucci a Robert De Niro, da Johnny Depp a Wim Wenders, solo per citarne alcuni.

“Lo sguardo del fotografo - afferma la curatrice - si sofferma sui dettagli, sulle qualità, le imperfezioni che predominano il volto e vengono tramutati, al momento della realizzazione dello scatto, in tanti frammenti, scanditi da una successione di intervalli regolari. Singole Polaroid, una moltitudine di pezzi unici portatori di una sola identità, prenderanno forma al momento della composizione, dell’intervento manuale, che l’artista compirà durante la fase di montaggio del ritratto e che rimarranno definitivamente impressi sulla pellicola istantanea”.

“A volte il ritmo silenzioso dei miei ritratti pone i soggetti a farsi una domanda: ”Maurizio, dove guardo? Cosa faccio? Io non rispondo e scatto senza perdere un secondo... in 5 minuti lo shoot è finito... nell'ordine perfetto... pronto per essere montato... senza aggiungere nulla.” (cit. Maurizio Galimberti)

 

 

Maurizio Galimberti - Johnny Depp, 2003