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Trump l'oeil (Max Papeschi - Verily, verily, I say unto you that one of you shall betray me)
10 Feb

Trump l'oeil (Max Papeschi - Verily, verily, I say unto you that one of you shall betray me)

Singapore, 12 giugno 2018 – il Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump e il Leader Supremo della Corea del Nord Kim Jong-un s’incontrano per la prima volta in uno storico vertice.
Palermo, 24 gennaio 2019 – gli artisti Max Papeschi e Max Ferrigno celebrano la pace tra Stati Uniti e Nord Corea con una mostra senza precedenti.
Promossa dal Comune di Palermo e organizzata da Fondazione Jobs “Pyongyang Rhapsody – The Summit of Love” è la sarcastica parodia del suddetto incontro. Nella futuristica cornice dello ZAC di Palermo una mostra ai limiti del verosimile affollata di grandi opere, alte più di 3 metri, che ricoprono quasi interamente le pareti della location, attraversando la quale lo spettatore si trova immerso in un mondo immaginifico.

Papeschi, che ha da poco concluso il tour di due anni del progetto Welcome to North Korea (finta campagna propagandistica che punta il dito sulle violazioni dei diritti umani perpetuate dal regime nordcoreano), per l’occasione accosta sotto i riflettori il vecchio compagno di giochi Kim Jong-un, all’ormai ex, acerrimo nemico Donald Trump. Il memorabile meeting è ricreato da Papeschi attraverso 18 lavori che rappresentano i due leader in un continuo confronto di super-ego grotteschi.
Se da un lato troviamo Kim Jong-un in versione Santa-Kalì, dall’altro vediamo Donald Trump/Dio Ra del denaro, se a destra si fa notare il Monopoli targato Nord Corea, a sinistra gli si specchia il gioco dell’Oca dell’America di Trump, se Trump si sostituisce a Gesù nell’Ultima Cena di Leonardo, per ritrovarsi solo, in mezzo ad un vuoto cosmico, Kim ruba il posto alla Venere di Botticelli, circondandosi solamente di cloni del suo pupillo, il giocatore di basket Dennis Rodman.

Un carosello d’immagini mostruosamente iconiche che rivelano l’assurda realtà di una pace tanto acclamata quanto farsesca. Inframezzate alle rappresentazioni di Trump e Kim, campeggiano, in un vortice di colori degno della migliore tradizione hippie, le bandiere della Nord Corea, rivisitate da Max Ferrigno, nelle quali il simbolo del Paese asiatico è tradotto in chiave pop-erotica, portando così agli estremi l’aspetto ironicamente romantico di questo Summit, chiamato, non a caso, “of love”.
La mostra è stata organizzata grazie al supporto di Fondazione Jobs, un nuovo progetto dedicato all’arte contemporanea che ha trovato sede nell’antico Palazzo Castrone di Santa Ninfa di Palermo.
Pyongyang Rhapsody – The Summit of Love è stata promossa dal Comune di Palermo nell’ambito di Palermo Capitale della Cultura 2018 e sarà aperta al pubblico fino al 24 marzo 2019.

Max Papeschi - Verily, verily, I say unto you that one of you shall betray me, 2019 (Pyongyang Rhapsody TheSummit Of Love)

Un selfie a caso