#SelfieadArte

La Fondazione MAIMERI ospita al M.A.C. di Milano, la nuova mostra dell’artista milanese Simone Fugazzotto a cura di Luca Beatrice. Artista poliedrico, nato a Milano nel 1983, che vive e lavora nel Queens, New York, Fugazzotto attraverso la pittura ha dato avvio ad uno studio antropologico sul suo unico e solo soggetto, la scimmia. Dalla tela al cemento, l’artista sceglie di osservare da vicino vizi e virtù dell’uomo, sostituendolo con il suo più vicino predecessore tra i Primati.
Con le più svariate tecniche propone da una prospettiva diversa atteggiamenti della società contemporanea che vengono affrontati al contempo con umorismo e serietà. L’artista milanese con ironia graffiante, che gli deriva dalla sua esperienza nella Street Art, impasta temi scomodi d’inizio millennio in chiave pop, materializzando un universo fatto di muri, tele, plexiglass, sculture, video e ready-made. Nude o vestite, con uno smarthphone in mano, o un fucile, simboli e status, enfatizzati da colori sgargianti, per rappresentare le debolezze, le paure, gli azzardi dell’intera umanità. Le scimmie di Fugazzotto vogliono essere un avvertimento per la nostra società e un invito a ripensare ai valori autentici e alle vere necessità degli esseri umani. “Queste scimmie sono distopia del futuro, un monito, gridato ad alta voce, da primate a primate, dall’orango noto come enunciato da Il Legislatore: ‘Guardati dalla bestia-uomo, poiché egli è l’artiglio del demonio’.”
(Luca Beatrice)

Pubblicato in Selfie ad Arte

La Fondazione MAIMERI ospita al M.A.C. di Milano, la nuova mostra dell’artista milanese Simone Fugazzotto a cura di Luca Beatrice. Artista poliedrico, nato a Milano nel 1983, che vive e lavora nel Queens, New York, Fugazzotto attraverso la pittura ha dato avvio ad uno studio antropologico sul suo unico e solo soggetto, la scimmia. Dalla tela al cemento, l’artista sceglie di osservare da vicino vizi e virtù dell’uomo, sostituendolo con il suo più vicino predecessore tra i Primati.
Con le più svariate tecniche propone da una prospettiva diversa atteggiamenti della società contemporanea che vengono affrontati al contempo con umorismo e serietà. L’artista milanese con ironia graffiante, che gli deriva dalla sua esperienza nella Street Art, impasta temi scomodi d’inizio millennio in chiave pop, materializzando un universo fatto di muri, tele, plexiglass, sculture, video e ready-made. Nude o vestite, con uno smarthphone in mano, o un fucile, simboli e status, enfatizzati da colori sgargianti, per rappresentare le debolezze, le paure, gli azzardi dell’intera umanità. Le scimmie di Fugazzotto vogliono essere un avvertimento per la nostra società e un invito a ripensare ai valori autentici e alle vere necessità degli esseri umani. “Queste scimmie sono distopia del futuro, un monito, gridato ad alta voce, da primate a primate, dall’orango noto come enunciato da Il Legislatore: ‘Guardati dalla bestia-uomo, poiché egli è l’artiglio del demonio’.”
(Luca Beatrice)

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La Fondazione MAIMERI ospita al M.A.C. di Milano, la nuova mostra dell’artista milanese Simone Fugazzotto a cura di Luca Beatrice. Artista poliedrico, nato a Milano nel 1983, che vive e lavora nel Queens, New York, Fugazzotto attraverso la pittura ha dato avvio ad uno studio antropologico sul suo unico e solo soggetto, la scimmia. Dalla tela al cemento, l’artista sceglie di osservare da vicino vizi e virtù dell’uomo, sostituendolo con il suo più vicino predecessore tra i Primati.
Con le più svariate tecniche propone da una prospettiva diversa atteggiamenti della società contemporanea che vengono affrontati al contempo con umorismo e serietà. L’artista milanese con ironia graffiante, che gli deriva dalla sua esperienza nella Street Art, impasta temi scomodi d’inizio millennio in chiave pop, materializzando un universo fatto di muri, tele, plexiglass, sculture, video e ready-made. Nude o vestite, con uno smarthphone in mano, o un fucile, simboli e status, enfatizzati da colori sgargianti, per rappresentare le debolezze, le paure, gli azzardi dell’intera umanità. Le scimmie di Fugazzotto vogliono essere un avvertimento per la nostra società e un invito a ripensare ai valori autentici e alle vere necessità degli esseri umani. “Queste scimmie sono distopia del futuro, un monito, gridato ad alta voce, da primate a primate, dall’orango noto come enunciato da Il Legislatore: ‘Guardati dalla bestia-uomo, poiché egli è l’artiglio del demonio’.”
(Luca Beatrice)

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Alla Fondazione Maimeri è in corso la mostra “Nati in cattività” di Federico Clapis e Simone Fugazzotto che racconta due percorsi artistici profondamente diversi ma una grande ambizione comune: rappresentare la generazione sfuggente cui appartengono, la stessa che li ha fatti nascere dentro una gabbia di cemento che soffoca il pensiero libero e lo condiziona dentro vincoli sociali spesso estremi fino a sfiorare/oltrepassare il senso del ridicolo.

La mostra celebra l’amicizia tra i due artisti milanesi e sembra a prima vista voler riflettere il loro personalissimo universo: un viaggio misterico all’interno dei meandri della psiche umana. In un mondo-circo che offre un sempre più variegato e caleidoscopico ventaglio di scelte, comune punto di partenza per entrambi gli artisti è la perdita di punti di riferimento e di verginità/purezza rispetto al mondo della natura, e al nostro vero sentire.

 

Simone Fugazzotto - Love!

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Alla Fondazione Maimeri è in corso la mostra “Nati in cattività” di Federico Clapis e Simone Fugazzotto che racconta due percorsi artistici profondamente diversi ma una grande ambizione comune: rappresentare la generazione sfuggente cui appartengono, la stessa che li ha fatti nascere dentro una gabbia di cemento che soffoca il pensiero libero e lo condiziona dentro vincoli sociali spesso estremi fino a sfiorare/oltrepassare il senso del ridicolo.

La mostra celebra l’amicizia tra i due artisti milanesi e sembra a prima vista voler riflettere il loro personalissimo universo: un viaggio misterico all’interno dei meandri della psiche umana. In un mondo-circo che offre un sempre più variegato e caleidoscopico ventaglio di scelte, comune punto di partenza per entrambi gli artisti è la perdita di punti di riferimento e di verginità/purezza rispetto al mondo della natura, e al nostro vero sentire.

 

Federico Clapis - Tree of Life

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Alla Fondazione Maimeri è in corso la mostra “Nati in cattività” di Federico Clapis e Simone Fugazzotto che racconta due percorsi artistici profondamente diversi ma una grande ambizione comune: rappresentare la generazione sfuggente cui appartengono, la stessa che li ha fatti nascere dentro una gabbia di cemento che soffoca il pensiero libero e lo condiziona dentro vincoli sociali spesso estremi fino a sfiorare/oltrepassare il senso del ridicolo.

La mostra celebra l’amicizia tra i due artisti milanesi e sembra a prima vista voler riflettere il loro personalissimo universo: un viaggio misterico all’interno dei meandri della psiche umana. In un mondo-circo che offre un sempre più variegato e caleidoscopico ventaglio di scelte, comune punto di partenza per entrambi gli artisti è la perdita di punti di riferimento e di verginità/purezza rispetto al mondo della natura, e al nostro vero sentire.

 

Simone Fugazzotto - Happiness

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