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Concepito per mettere in luce e celebrare gli sviluppi della scena artistica contemporanea, il Premio MAXXI sostiene la crescita della giovane generazione di artisti italiani nel contesto locale e internazionale. Giunto alla sua ottava edizione, occupa oggi un ruolo centrale nel dibattito nelle arti visive e rappresenta un volano per la diffusione del talento degli artisti emergentie mid-career.
Selezionati da una giuria internazionale composta da Hou Hanru, Adelina Von Fürstemberg, Matteo Garrone, Francesco Manacorda, Anna Mattirolo e Elena Kontova, i quattro finalisti dell’edizione 2016 sono ancora esposti nella galleria 3 del Museo. La chiusura della mostra è stata infatti prorogata al 12 marzo 2017.
Sono Riccardo Arena, Ludovica Carbotta, Adelita Husni-Bey e il collettivo Zapruder.
La mostra accoglie opere concepite e prodotte per questa occasione. L’opera del vincitore Zapruder (2000, Roncofreddo, FC) entra a fare parte della collezione permanente incrementandone il patrimonio. Il film Zeus Machine (2016), ispirato alle “Dodici fatiche di Ercole”, riflette sull’identità delle società moderne attraverso la reinterpretazione del mito stesso.

 

Ludovica Carbotta (1982, Torino). “Monowe (the City Museum)”
Il frammento di un edificio immaginario, un museo nel museo, nel quale finzione e realtà sono compenetrati in uno scenario atemporale.

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Un selfie a caso