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Milano, al MUDEC dal 21 novembre c’è “The Art of Banksy – A Visual Protest.” Promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, che ne è anche il produttore, la mostra, ideata da Madeinart e curata da Gianni Mercurio, si articola attraverso sezioni, che cercano di sviluppare una riflessione sulla collocazione dello street artist inglese nel contesto odierno dell’arte.

Sono presenti circa 80 lavori tra dipinti, sculture e stampe di Banksy, oltre a copertine di dischi da lui disegnate, e ancora memorabilia, oggetti, fotografie e video: un approccio forse insolitamente accademico visto il genere di artista, ma perfettamente in linea con l’approccio del MUDEC, che con questa esposizione – la prima monografica su Banksy mai ospitata da un museo pubblico italiano – porta al grande pubblico un arte che per i musei non è stata creata, ma che è di notevole rilevanza per il suo rapporto con la cultura contemporanea.

Banksy - Toxic Mary, 2003

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Milano, al MUDEC dal 21 novembre c’è “The Art of Banksy – A Visual Protest.” Promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, che ne è anche il produttore, la mostra, ideata da Madeinart e curata da Gianni Mercurio, si articola attraverso sezioni, che cercano di sviluppare una riflessione sulla collocazione dello street artist inglese nel contesto odierno dell’arte.

Sono presenti circa 80 lavori tra dipinti, sculture e stampe di Banksy, oltre a copertine di dischi da lui disegnate, e ancora memorabilia, oggetti, fotografie e video: un approccio forse insolitamente accademico visto il genere di artista, ma perfettamente in linea con l’approccio del MUDEC, che con questa esposizione – la prima monografica su Banksy mai ospitata da un museo pubblico italiano – porta al grande pubblico un arte che per i musei non è stata creata, ma che è di notevole rilevanza per il suo rapporto con la cultura contemporanea.

Banksy - Choose tour weapon, 2005

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Milano, al MUDEC dal 21 novembre c’è “The Art of Banksy – A Visual Protest.” Promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, che ne è anche il produttore, la mostra, ideata da Madeinart e curata da Gianni Mercurio, si articola attraverso sezioni, che cercano di sviluppare una riflessione sulla collocazione dello street artist inglese nel contesto odierno dell’arte.

Sono presenti circa 80 lavori tra dipinti, sculture e stampe di Banksy, oltre a copertine di dischi da lui disegnate, e ancora memorabilia, oggetti, fotografie e video: un approccio forse insolitamente accademico visto il genere di artista, ma perfettamente in linea con l’approccio del MUDEC, che con questa esposizione – la prima monografica su Banksy mai ospitata da un museo pubblico italiano – porta al grande pubblico un arte che per i musei non è stata creata, ma che è di notevole rilevanza per il suo rapporto con la cultura contemporanea.

Banksy - Sale Ends Today, 2007

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A Roma, a Palazzo Cipolla dal 23 maggio, Guerra, Capitalismo e Libertà.

La mostra, ideata, promossa e realizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo e il Professor Emmanuele Emanuele, curata da Stefano Antonelli, Francesca Mezzano e Acoris Andipa è decisamente unica nel suo genere, perché ad esporre è Banksy, un artista che raramente troviamo nei musei: anzi, mai prima d’ora una rassegna delle sue opere di tali proporzioni è stata ospitata da un museo privato. Nemmeno nel suo paese.

Abitualmente, è la strada a costituire la galleria naturale dell’artista conosciuto come Banksy; ma le opere presenti in strada, seppur disponibili per tutti, in qualunque momento, sono destinate un giorno a scomparire.

Questa grande esposizione raccoglie invece le opere che resteranno per sempre, provenienti da collezionisti di tutto il mondo – tra cui molte celebrità. Tra le opere qui raccolte, tele, sculture, serigrafie e stampe, oltre a diversi oggetti rari legati alla sua produzione. Molti dei lavori presenti, tra cui 40 dipinti, sono tuttora sconosciuti, essendo stati esposti solo nelle case dei proprietari.

 

 

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A Roma, a Palazzo Cipolla dal 23 maggio, Guerra, Capitalismo e Libertà.

La mostra, ideata, promossa e realizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo e il Professor Emmanuele Emanuele, curata da Stefano Antonelli, Francesca Mezzano e Acoris Andipa è decisamente unica nel suo genere, perché ad esporre è Banksy, un artista che raramente troviamo nei musei: anzi, mai prima d’ora una rassegna delle sue opere di tali proporzioni è stata ospitata da un museo privato. Nemmeno nel suo paese.

Abitualmente, è la strada a costituire la galleria naturale dell’artista conosciuto come Banksy; ma le opere presenti in strada, seppur disponibili per tutti, in qualunque momento, sono destinate un giorno a scomparire.

Questa grande esposizione raccoglie invece le opere che resteranno per sempre, provenienti da collezionisti di tutto il mondo – tra cui molte celebrità. Tra le opere qui raccolte, tele, sculture, serigrafie e stampe, oltre a diversi oggetti rari legati alla sua produzione. Molti dei lavori presenti, tra cui 40 dipinti, sono tuttora sconosciuti, essendo stati esposti solo nelle case dei proprietari.

 

 

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A Roma, a Palazzo Cipolla dal 23 maggio, Guerra, Capitalismo e Libertà.

La mostra, ideata, promossa e realizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo e il Professor Emmanuele Emanuele, curata da Stefano Antonelli, Francesca Mezzano e Acoris Andipa è decisamente unica nel suo genere, perché ad esporre è Banksy, un artista che raramente troviamo nei musei: anzi, mai prima d’ora una rassegna delle sue opere di tali proporzioni è stata ospitata da un museo privato. Nemmeno nel suo paese.

Abitualmente, è la strada a costituire la galleria naturale dell’artista conosciuto come Banksy; ma le opere presenti in strada, seppur disponibili per tutti, in qualunque momento, sono destinate un giorno a scomparire.

Questa grande esposizione raccoglie invece le opere che resteranno per sempre, provenienti da collezionisti di tutto il mondo – tra cui molte celebrità. Tra le opere qui raccolte, tele, sculture, serigrafie e stampe, oltre a diversi oggetti rari legati alla sua produzione. Molti dei lavori presenti, tra cui 40 dipinti, sono tuttora sconosciuti, essendo stati esposti solo nelle case dei proprietari.

 

 

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