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DREAM. L’arte incontra i sogni” completa la trilogia, ideata e curata da Danilo Eccher per il Chiostro del Bramante, iniziata con “LOVE. L’arte incontra l’amore” (2016) e proseguita con “ENJOY. L’arte incontra il divertimento (2017).
Tre grandi mostre dedicate all’arte contemporanea e ai suoi linguaggi, capaci di esprimere diversi stati dell’anima, come la complessità delle sensazioni legate ai sentimenti, le esaltazioni delle emozioni più gioiose e le percezioni più profonde appartenenti all’onirico.
Fino al 5 maggio 2019 il Chiostro del Bramante invita il pubblico a vivere un’esperienza senza eguali, in un luogo in continua evoluzione, dove apprendimento e approfondimento sono gli strumenti per dialogare con l’arte, partendo dal confronto con essa stessa.
La mostra affronta il sogno come elemento di riflessione, di scoperta, come espressione privata, come porta d’accesso allo spazio più profondo dell’animo.
A straordinarie opere d’arte si alternano lavori site-specific ripensati per gli spazi del complesso museale e polivalente con sede nel cuore della capitale, in una successione che diviene un unico grande racconto, anche grazie al coinvolgimento di artisti noti, come Bill Viola, Anish Kapoor, Luigi Ontani, Mario Merz, James Turrell, Anselm Kiefer.
Per la prima volta al mondo l’audioguida cambia la sua classica designazione divenendo un racconto di mostra speciale ed emozionante, interpretato da 14 grandi attori italiani.
Parole capaci di amplificare, evocare e creare un altro intenso sogno, scritte dal regista e sceneggiatore Ivan Cotroneo, che accompagneranno il visitatore lungo il percorso espositivo.

Tsuyoshi Tane - light is Time, 2018

Pubblicato in Selfie ad Arte
DREAM. L’arte incontra i sogni” completa la trilogia, ideata e curata da Danilo Eccher per il Chiostro del Bramante, iniziata con “LOVE. L’arte incontra l’amore” (2016) e proseguita con “ENJOY. L’arte incontra il divertimento (2017).
Tre grandi mostre dedicate all’arte contemporanea e ai suoi linguaggi, capaci di esprimere diversi stati dell’anima, come la complessità delle sensazioni legate ai sentimenti, le esaltazioni delle emozioni più gioiose e le percezioni più profonde appartenenti all’onirico.
Fino al 5 maggio 2019 il Chiostro del Bramante invita il pubblico a vivere un’esperienza senza eguali, in un luogo in continua evoluzione, dove apprendimento e approfondimento sono gli strumenti per dialogare con l’arte, partendo dal confronto con essa stessa.
La mostra affronta il sogno come elemento di riflessione, di scoperta, come espressione privata, come porta d’accesso allo spazio più profondo dell’animo.
A straordinarie opere d’arte si alternano lavori site-specific ripensati per gli spazi del complesso museale e polivalente con sede nel cuore della capitale, in una successione che diviene un unico grande racconto, anche grazie al coinvolgimento di artisti noti, come Bill Viola, Anish Kapoor, Luigi Ontani, Mario Merz, James Turrell, Anselm Kiefer.
Per la prima volta al mondo l’audioguida cambia la sua classica designazione divenendo un racconto di mostra speciale ed emozionante, interpretato da 14 grandi attori italiani.
Parole capaci di amplificare, evocare e creare un altro intenso sogno, scritte dal regista e sceneggiatore Ivan Cotroneo, che accompagneranno il visitatore lungo il percorso espositivo.
 
Luigi Ontani - Heliondimio, 1987
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DREAM. L’arte incontra i sogni” completa la trilogia, ideata e curata da Danilo Eccher per il Chiostro del Bramante, iniziata con “LOVE. L’arte incontra l’amore” (2016) e proseguita con “ENJOY. L’arte incontra il divertimento (2017).
Tre grandi mostre dedicate all’arte contemporanea e ai suoi linguaggi, capaci di esprimere diversi stati dell’anima, come la complessità delle sensazioni legate ai sentimenti, le esaltazioni delle emozioni più gioiose e le percezioni più profonde appartenenti all’onirico.
Fino al 5 maggio 2019 il Chiostro del Bramante invita il pubblico a vivere un’esperienza senza eguali, in un luogo in continua evoluzione, dove apprendimento e approfondimento sono gli strumenti per dialogare con l’arte, partendo dal confronto con essa stessa.
La mostra affronta il sogno come elemento di riflessione, di scoperta, come espressione privata, come porta d’accesso allo spazio più profondo dell’animo.
A straordinarie opere d’arte si alternano lavori site-specific ripensati per gli spazi del complesso museale e polivalente con sede nel cuore della capitale, in una successione che diviene un unico grande racconto, anche grazie al coinvolgimento di artisti noti, come Bill Viola, Anish Kapoor, Luigi Ontani, Mario Merz, James Turrell, Anselm Kiefer.
Per la prima volta al mondo l’audioguida cambia la sua classica designazione divenendo un racconto di mostra speciale ed emozionante, interpretato da 14 grandi attori italiani.
Parole capaci di amplificare, evocare e creare un altro intenso sogno, scritte dal regista e sceneggiatore Ivan Cotroneo, che accompagneranno il visitatore lungo il percorso espositivo.
 
Peter Kogler - untitled, 2018
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Nel 1917 Albert Einstein pubblica un articolo che fonda la cosmologia moderna e trasforma i modelli di cosmo e universo rivoluzionando le categorie di spazio e tempo.
A cento anni da questa pubblicazione il MAXXI dedica una mostra a una delle figure che più ha influenzato il pensiero contemporaneo.
Il progetto è il risultato dell'inedita collaborazione del museo con l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per la parte scientifica, con l’artista argentino Tomás Saraceno per la parte artistica.
La mostra propone un percorso attraverso tre concetti chiave dipendenti e interconnessi tra loro: Spazio-tempo, crisi e confini:
Indagando le connessioni tra arte e scienza, Gravity, racconta gli sviluppi della teoria della relatività nella visione odierna dell’universo e le affascinanti ricadute che essa produce ancora oggi in campo artistico.
Attraverso il coinvolgimento di artisti internazionali, con installazioni immersive, reperti iconici e simulazioni di esperimenti, la mostra rende omaggio allo scienziato che ha cambiato radicalmente le nostre conoscenze e la percezione dell’universo.

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Nel 1917 Albert Einstein pubblica un articolo che fonda la cosmologia moderna e trasforma i modelli di cosmo e universo rivoluzionando le categorie di spazio e tempo.
A cento anni da questa pubblicazione il MAXXI dedica una mostra a una delle figure che più ha influenzato il pensiero contemporaneo.
Il progetto è il risultato dell'inedita collaborazione del museo con l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per la parte scientifica, con l’artista argentino Tomás Saraceno per la parte artistica.
La mostra propone un percorso attraverso tre concetti chiave dipendenti e interconnessi tra loro: Spazio-tempo, crisi e confini:
Indagando le connessioni tra arte e scienza, Gravity, racconta gli sviluppi della teoria della relatività nella visione odierna dell’universo e le affascinanti ricadute che essa produce ancora oggi in campo artistico.
Attraverso il coinvolgimento di artisti internazionali, con installazioni immersive, reperti iconici e simulazioni di esperimenti, la mostra rende omaggio allo scienziato che ha cambiato radicalmente le nostre conoscenze e la percezione dell’universo.

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Nel 1917 Albert Einstein pubblica un articolo che fonda la cosmologia moderna e trasforma i modelli di cosmo e universo rivoluzionando le categorie di spazio e tempo.
A cento anni da questa pubblicazione il MAXXI dedica una mostra a una delle figure che più ha influenzato il pensiero contemporaneo.
Il progetto è il risultato dell'inedita collaborazione del museo con l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per la parte scientifica, con l’artista argentino Tomás Saraceno per la parte artistica.
La mostra propone un percorso attraverso tre concetti chiave dipendenti e interconnessi tra loro: Spazio-tempo, crisi e confini:
Indagando le connessioni tra arte e scienza, Gravity, racconta gli sviluppi della teoria della relatività nella visione odierna dell’universo e le affascinanti ricadute che essa produce ancora oggi in campo artistico.
Attraverso il coinvolgimento di artisti internazionali, con installazioni immersive, reperti iconici e simulazioni di esperimenti, la mostra rende omaggio allo scienziato che ha cambiato radicalmente le nostre conoscenze e la percezione dell’universo.

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In occasione della celebrazione del ventennale dell’apertura al pubblico, il Museo di Palazzo Altemps di Roma ospita la mostra Citazioni pratiche di Piero Fornasetti.
La collezione di sculture e gli spazi del Palazzo si confrontano con le ventisette incursioni artistiche realizzate da oltre ottocento pezzi di Fornasetti e di suo figlio Barnaba . Di sala in sala i temi del classico, delle rovine e delle antichità, rimandano a uno scambio a tratti spiazzante e irriverente, colto e sapiente, tra la collezione permanente di arte antica del Museo e le creazioni nate dall’immaginazione sfrenata e dall’invenzione surrealista di Fornasetti.
Disegni, mobili, accessori ripercorrono la produzione dell’Atelier dell'artista, dagli anni Trenta a oggi, rivelandosi come qualcosa di più di semplici oggetti decorati: “un invito alla fantasia, a pensare”, come raccontava lo stesso Piero. Un viatico per l’immaginazione, che riconduce all’anima originaria di Palazzo Altemps.
La mostra rimmarà aperta al pubblico fino al 6 maggio 2018.

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In occasione della celebrazione del ventennale dell’apertura al pubblico, il Museo di Palazzo Altemps di Roma ospita la mostra Citazioni pratiche di Piero Fornasetti.
La collezione di sculture e gli spazi del Palazzo si confrontano con le ventisette incursioni artistiche realizzate da oltre ottocento pezzi di Fornasetti e di suo figlio Barnaba . Di sala in sala i temi del classico, delle rovine e delle antichità, rimandano a uno scambio a tratti spiazzante e irriverente, colto e sapiente, tra la collezione permanente di arte antica del Museo e le creazioni nate dall’immaginazione sfrenata e dall’invenzione surrealista di Fornasetti.
Disegni, mobili, accessori ripercorrono la produzione dell’Atelier dell'artista, dagli anni Trenta a oggi, rivelandosi come qualcosa di più di semplici oggetti decorati: “un invito alla fantasia, a pensare”, come raccontava lo stesso Piero. Un viatico per l’immaginazione, che riconduce all’anima originaria di Palazzo Altemps.
La mostra rimmarà aperta al pubblico fino al 6 maggio 2018.

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In occasione della celebrazione del ventennale dell’apertura al pubblico, il Museo di Palazzo Altemps di Roma ospita la mostra Citazioni pratiche di Piero Fornasetti.
La collezione di sculture e gli spazi del Palazzo si confrontano con le ventisette incursioni artistiche realizzate da oltre ottocento pezzi di Fornasetti e di suo figlio Barnaba . Di sala in sala i temi del classico, delle rovine e delle antichità, rimandano a uno scambio a tratti spiazzante e irriverente, colto e sapiente, tra la collezione permanente di arte antica del Museo e le creazioni nate dall’immaginazione sfrenata e dall’invenzione surrealista di Fornasetti.
Disegni, mobili, accessori ripercorrono la produzione dell’Atelier dell'artista, dagli anni Trenta a oggi, rivelandosi come qualcosa di più di semplici oggetti decorati: “un invito alla fantasia, a pensare”, come raccontava lo stesso Piero. Un viatico per l’immaginazione, che riconduce all’anima originaria di Palazzo Altemps.
La mostra rimmarà aperta al pubblico fino al 6 maggio 2018.

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Diventato Museo di riferimento in ambito nazionale ed internazionale anche dell’arte contemporanea, il Chiostro del Bramante parte da questi presupposti per la mostra che propone fino al 25 febbraio 2018. Si chiama Enjoy e ha per sottotitolo l’Arte incontra il divertimento: locuzione emblematica che vuole indicare non solo una diversa modalità di vivere l’arte, ma soprattutto dare “spazio e spazialità” alle opere di artisti di acclarata fama. Infatti molti lavori sono site specific, pensati e costruiti dagli artisti ospiti proprio per gli ambienti del Chiostro la cui organizzazione – che fa capo a DART – aggiunge alla creatività dell’esposizione un notevole sforzo produttivo proponendo opere inedite.
Attraverso i linguaggi e le poetiche di alcuni tra i più importanti e provocatori protagonisti dell’ arte contemporanea lo spettatore può vivere una vera e propria esperienza.
Talvolta infrangere le regole non significa trasgredire, ma ampliarne i confini.  Una regola che il Chiostro del Bramante persegue da tempo nelle sue linee programmatiche, proponendo mostre fuori dagli schemi delle convenzioni espositive, dove l’originalità del percorso sta alla base del progetto ideativo.
“La dimensione del piacere, del gioco, del divertimento, dell’eccesso – afferma Danilo Eccher, curatore della mostra – sono sempre state componenti centrali dell’Arte; l’Arte sprofonda nel dolore ma si nutre di piaceri ed è sempre una danza di contrasti. L’illusione è una trasparenza che deforma la realtà, un’apparenza sottile dove tutto è possibile, suggerendo ora il dubbio dell’enigma, ora il sorriso della sorpresa”.

Martin Creed "Half the air in a given space" 2013
L'opera consiste in una sala riempita per metà da palloncini pieni di aria - che simbolicamete sottraggono ossigeno all'ambiente - dove la presenza del visitatore diventa intenzionalmente parte dell'istallazione stessa. La scelta del palloncino non è quindi casuale, e anche se per un verso si caratterizza come una sorta di trigger (scherzetto), finalizzato a rinnovare modalità di rapportarsi all'arte, dall'altro diviene uno strumento necessario nelle mani dell'artista per rendere visibile un elemento invisibile come l'aria.

Pubblicato in Selfie ad Arte
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Un selfie a caso